Moke Fils è un esponente della pittura popolare, dell’arte non accademica, appartiene all’Association of Popular Painters, nell’acronimo APPO, poiché tra i più grandi nomi della pittura di “strada” Congolese. La quotidianità è la sua musa. L’opera, autobiografica, racconta del suo arrivo in Europa, delle difficoltà avute nell’integrarsi e del suo cambiamento artistico e sociale. Elemento ricorrente di questa nuova fase artistica sarà infatti la velocità della vita e la tecnologia, come nuovo mezzo di “contatto”. Il progetto si ispira alle mancate speranze, allo scoraggiamento che l’uomo subisce nel mutamento. Per la realizzazione dell’opera, l’artista congolese raccoglie elementi sul posto, studi e attenzioni sull’essere un emigrante a Cosenza. L’opera esprime lo sconforto del cambiamento ( la morsa che stringe l’apparente calma della quotidianità) così come la riuscita socializzazione: l’uomo ha un posto sul mondo.