Silvia Mariotti nasce a Fano, provincia di Pesaro e Urbino, nel 1980. Studia presso l’Accademia di Belle Arti, specializzandosi in Arte Visiva. Allarga la sua ricerca attraverso la fotografia: l’artista pone al centro delle sue analisi la relazione con la natura e la riflessione sul legame luce e ombra e sulle ascendenti letterarie e poetiche nella pratica creativa. La ricerca si estende attraverso la stratificazione di elementi tratti dalla storia e dalla letteratura e di simboli culturali e sociali che celebrano un senso di irrealtà, in bilico tra mistero e marginalità. Attraverso la fotografia e l’installazione, restituisce all’immagine le suggestioni e le esperienze vissute, raccontando di mondi in prevalenza notturni, che creano una sorta di sospensione temporale e al contempo celano nuove forme di verità.
Al termine della residenza, l’artista presenta una stampa su carta cotone, dal titolo Lungofiume. La fotografia è frutto di un lavoro artificiale: Mariotti realizza un’immagine evocativa e ambigua, utilizzando canneti e materiale di recupero, ricreando un atmosfera selvaggia all’interno del BoCs. L’immagine confusa del notturno è l’espressione di ciò che può essere, o non può essere, naturale.