Testo critico del curatore: L’architettura dei BoCs, vista su google immagini prima di partire, ricorda una residenza nordica, un luogo alieno atterrato nel profondo sud dell’Europa. Che ruolo può avere nel sistema dell’arte o per la cittadinanza cosentina avere più di venti artisti nazionali e internazionali che si aggirano per la città e che cosa culturalmente possono dare a questa comunità è la domanda che l’artista si è posto prima di scendere da Milano dove vive e lavora. Luca Loreti si è immaginato e immedesimato in un ipotetico artista asiatico che, invitato alla residenza porta parte della sua cultura all’interno di un contesto a lui lontano. L’opera consiste in una scultura in legno di piccole dimensioni raffigurante uno Shishi o Cane di Foo, figura mitologica asiatica comunemente posta all’esterno dei templi in coppia come simbolo di protezione e molto in voga come tatuaggio tradizionale giapponese. L’idea è quindi di realizzare un oggetto che non abbia relazione con il territorio ma che inviti ad indagare una cultura altra rispetto a quella del luogo, un invito ad aprire la mente e a confrontarci culturalmente nel mondo globalizzato in cui viviamo.