Nasce nel 1993 a Torino. Si diploma in Pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove ha la possibilità di far parte della classe di Marco Cingolani. La pratica pittorica è per l’artista un esercizio utile al miglioramento e all’evoluzione, capace di offrirle nel contempo serenità e astrazione dalla vita quotidiana.
I suoi lavori sono caratterizzati dall’utilizzo di vivaci cromie e dalla presenza di piatte figure umane, dai visi evanescenti e dai tratti somatici essenziali, ritratte in diverse attività o pose. Siano essi musici, danzatori o dame riccamente abbigliate e con grandi capelli, tutti i personaggi si fondono e confondo tra i fiori, gli animali e le campiture geometriche che invadono i fondali. La sua Prima Persona Singolare tenutasi negli spazi di Tile Project Space di Milano risale al 2017. Lo stesso anno partecipa all’esposizione collettive Artagon III, al The international encounter of art schools di Parigi, e fa da assistente all’artista egiziana Anna Boghiguian presso il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea di Torino. Di recente ha preso parte a L’isola portatile alla galleria ADA di Roma (2018) e a breve esporrà in una collettiva al Basis Showroom di Francoforte. Insieme ad altri sei artisti è tra i fondatori di Spazio Buonasera, artist-runspace torinese che dal 2016 organizza mostre autofinanziate.
er i BoCs Art Alice Visentin ha deciso di produrre un lavoro di “riduzione”, optando per un formato molto più piccolo di quello usato abitualmente e per la stesura di un unico colore: il blu di Prussia.
I soggetti del suo mondo dipinto fanno riferimento ai versidi un componimento del poeta Walter Whitman, in cui si parla di gioventù, allegria conviviale e piaceri della vita.
I personaggi vengono impressi sulla tela come spettatori nell’atto simbolico di assistere alla pratica pittorica dell’artista, in cui confluiscono in una sorta di abbraccio universale eros, natura e religione. A fare da cornice a questa fraterna e amorosa unione tra corpi e animeun insieme di elementi decorativi, disposti sulla superficie pittorica in modo tale da ampliare l’esperienza visiva dell’osservatore.