Inalami esalami

Sopra un semplice striscione bianco l’artista cuce in nero la frase «Inalami esalami», elevando a protagonista dell’opera una scritta appuntata tra note varie sul suo taccuino. Giordano prosegue così l’indagine sui limiti tra sfera collettiva e privata: fa del banner, comunemente adoperato per diffondere messaggi su larga scala, il vessillo della sua intimità tradotta nella fugace annotazione. L’opera diviene un “interstizio” tra spazio pubblico, luogo espositivo e artista in grado di, usando le parole del sociologo Giovanni Gasparini, “articolare processi di socializzazione, identificazione e adesione affettiva".