Giada Carnevale (Vigevano, 1986) è al termine degli studi presso l’Accademia di Brera a Milano, dove attualmente vive e opera. Alcuni suoi lavori sono stati esposti presso la Fabbrica del Vapore e il Flagship Store Enel di Milano e il FISAD di Torino, ha inoltre preso parte alla Biennale of Future Contemporary Arts 2017 di Copenaghen con una pirografia su legno. È membro fondatore del gruppo artistico BB5000 con il quale ha partecipato a diverse personali in Italia e all’estero: ?y℘erℜruin, Davide Gallo Gallery, Milano (IT) 2015; Salamandrina, Galerie Tobias Naehring, Leipzig (DE) 2017; Smoke Inside, Aldea Gallery, Bergen (NO) 2018; Campari, Horizont Gallery, Budapest (HU) 2018. La sua attività artistica abbraccia vari medium espressivi quali la scultura, le installazioni e le azioni performative ed è mossa in gran parte da un interesse antropologico e sociologico. Temi ricorrenti nella poetica della Carnevale sono, infatti, i rapporti e le relazioni che intercorrono tra più soggetti e in particolare il legame uomo-animale. Come testimoniato da lavori quali A good mourning place (2015) e Goodbye Rose (2015), la figura del cane e le connessioni affettive a esso legate divengono quasi assoluti protagonisti di tutta la sua produzione. La ricerca che Giada Carnevale sta portando avanti nell’esperienza a Cosenza, pur essendo molto vicina alla prassi quotidiana, è specificatamente pensata per i BoCs Art. Si tratta di un’indagine sulle abitudini dei cani che circolano nell’area della residenza e si propone di portare gli animali citati nelle condizioni di imparare determinati comandi. Attraverso questo processo di “educazione” l’artista vuole restituire qualcosa al luogo che la sta ospitando, nella speranza che si possa instaurare un rapporto più sereno tra cani e umani e arginare un problema molto sentito come quello del randagismo.