Classe 1993, friulano di formazione e milanese di adozione frequenta l’ultimo anno presso il Dipartimento di Arti visive dell’Accademia di Belle Arti di Brera. La sua pratica artistica è orientata alla creazione di lavori scultorei e installativi di piccole dimensioni per i quali predilige l’utilizzo dei più svariati materiali: è il caso, ad esempio, delle piccole opere in gelatina per ambienti dal grande potere olfattivo o le impalpabili sculture di neve. La carriera artistica di Costanzo inizia nel 2015 quando partecipa insieme a Riccardo D’Avola alla prima edizione di Studi Festival con I believe in monsters, nel 2017 è tra gli artisti invitati alla Biennale di Copenaghen Future Contemporary Arts dove presenta una tarsia marmorea. L’attività di singolo si fonde con quella del gruppo BB5000, del quale è co-fondatore dal 2015, che riunisce le esperienze di altri quattro studenti dell’Accademia di Brera: Giada Carnevale, Francesco Saverio Costanzo, Filippo De Marchi, Giovanni Riggio. La ricerca di BB5000 si traduce in un continuo lavoro di raffinazione e distillazione sia dei contenuti poetici che formali. Particolare attenzione è rivolta alla materialità delle opere che, sfiorando talvolta l’eclettismo, dialogano costantemente con lo spazio fisico che occupano. L’artista si servirà del periodo di residenza come momento di riflessione in cui produrre un lavoro ispirato alla cultura mediterranea attraverso la lavorazione di un materiale di scarto reperito in loco: il pane. Costanzo porterà avanti un discorso già approfondito da BB5000 in occasione di Bellissimo Italiano (2016), residenza autogestita sfociata in un progetto fotografico che ha toccato anche la Calabria.