Classe 1964, Luca Matti è un pittore e scultore autodidatta. Nonostante la viva passione per il disegno, si avvicina al mondo dell’arte solo alla maggiore età. Inizia, infatti, negli anni 80, a collaborare come illustratore e fumettista con varie fanzine, ma anche con importanti case editrici e agenzie pubblicitarie. Dopo un viaggio a Parigi, decide di dedicarsi alla pittura, ricercando una più intensa libertà espressiva che lo conduce alla scultura. Lontano dai confini accademici, si muove da infatuazione a infatuazione, studiando l’impressionismo, l’espressionismo tedesco, il futurismo: rivelazioni artistiche essenziali per il percorso dell’artista. Il suo lavoro, fondato su tematiche legate alla relazione dell’uomo con la città, è un insieme di indagini: disegno, incisione, pittura, video animazione si mescolano e contaminano tra di loro, scrivendo racconti e suggestioni. L’assenza del colore è un suo segno distintivo. Il bianco e il nero caratterizzano le particolari geometrie. Le sue città sono fatte di parallelepipedi fittissimi che sembrano rappresentare la detenzione dell’uomo moderno che è spesso raffigurato privo del suo aspetto antropico.
Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’Estero, lavorando per moltissimi anni per la Galleria di Arte Contemporanea Frittelli di Firenze. Tra le sue ultime esposizioni: Spazio Traccia, a cura di Leonardo Moretti, SACI Gallery, Firenze; Milleduecentosessantuno, Galleria ZetaEffe, Firenze; Alternative- incontri con la video arte, a cura di Leonardo Moretti, Serena Becagli, Andrea Lemmi e Federico Gori, Biblioteca Comunale di Lastra a Signa; Declinazione Scultura, a cura di Sergio Tossi, Atelier Dimensione Verde, Bagno a Ripoli, Firenze; Arte e Tecnologia: Arte Italiana Contemporanea, organizzazione Qiu Yi, Associazione di arte e cultura contemporanea Cina Italia, a cura di Riccardo Farinelli, Museo di Lan Wan, Qingdao, Cina; Spettri del visibile, Studio MDT, Prato; Arte Genova, stand Gattafame Art Gallery, Genova.
Nei giorni di residenza, Luca Matti realizza l’opera Cosenza Novel, un acrilico su tela, che entra in relazione con il fumetto e il particolar modo con il Festival del Fumetto, evento caratterizzante della città. Quadro/striscia racconta l’esperienza dell’artista nel centro di Cosenza. Matti descrive la visione della città che ha vissuto e sentito: ne contesta la cementificazione, il consumo di un territorio che si espande e lascia sempre meno spazio all’uomo e alla natura, dichiarando un ipotetico e inquietante futuro. Il ponte di Calatrava, come elemento architettonico che in questo momento caratterizza la città, ricollega Cosenza con la sua anima ancestrale: il lupo che riporta alle radici della Calabria e alla memoria primitiva dell’uomo. Il racconto, da leggere in senso orario, è una spirale di denuncia sociale e artistica, che vede al centro di essa l’individuo, la somma degli elementi architettonici, vittima di questa cementificazione.