Not yet raging bull ( Toro non ancora scatenato) è l’opera che Sciorilli dona alla città di Cosenza. Il progetto nasce dall’assonanza della parola “Bocs”, ispirandosi ad un film sulla vita di Jake LaMotta, pugile statunitense, interpretato da De Niro e diretto da Martin Scorsese (1980). L’artista, attratto dai titoli di coda, descrive questo momento, così trascurato nei cinema, come l’ultimo istante della vita dell’uomo sulla terra. Accompagnato dall’ossessione dell’essere felice, Sciorilli spera che questo avvenga fino all’ultimo suo ”respiro”: se lo farà, la morte catturerà quell’attimo, donandogli un eterno momento di piacere. Filo rosso del suo lavoro, il senso dell’ultimo è in realtà sospeso: mettendo in loop i titoli di coda, rassicura lo spettatore ignaro di ciò che avviene dopo la morte. Congela il momento, illudendosi di una serenità perpetua. Utilizza, ancora, le immagini e i titoli di testa, mischiandoli con i titoli di coda, raccontando l’eterno concetto di inizio/fine, immaginario comune della morte. Anche in quest’opera, non troviamo il distacco tra arte e vita, descritta dall’artista come un immenso spettacolo teatrale dove gli oggetti di scena sono bensì reali. Per questo, nei titoli compaiono nomi di gente comune: genitori, amici, artisti e addetti ai lavori conosciuti nei giorni di residenza. Mostra la proiezione finale della sua vita: un ring dove si combatte il più grande avversario, il destino contro cui ci scontriamo ogni giorno. Giuseppe Sciorilli omaggia inoltre il padre, il suo “toro (non) scatenato” che ha vinto la più grande delle battaglie.