Gabriele Picco, nasce a Brescia nel 1974. Si laurea in Lettere Moderne, con indirizzo Storia dell’Arte, all'Università Statale di Milano. Artista visivo e scrittore, espone in spazi pubblici e privati, ??in Italia e all'estero. Alcune delle sue opere sono nella collezione del MoMa, a New York, dove vive per alcuni anni. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo Aureole in cerca di santi. Durante il suo soggiorno a New York, scrive il suo secondo racconto, Cosa ti cade dagli occhi, pubblicato da Mondadori nel 2010, vincitore del premio Viadana Giovani 2011. Il disegno è una sua costante: di getto, rapido, quasi infantile. Assembla, inoltre, oggetti e materiali inconsueti per dare vite a nuove forme scultore: nell’ambito dell’iniziativa Meccaniche della Meraviglia, a Brescia, realizza Frank il fachiro, una maestosa scultura. Franck è un misterioso uomo, lungo 16 metri, che sembra di pietra, adagiato su un letto di metaforici chiodi sostituiti da ben 57mila veri coni gelato. Un opera onirica che rende “piccolo” lo spettatore, facendolo tornare, anche se per pochi attimi, bambino. L’opera, già tradotta su carta anni prima, è stata realizzata in poco più di un mese. Gabriele Picco è un artista che racconta un mondo nascosto dove la realtà viene capovolta, i significati si mescolano e si scambiano attraverso l’ironia dell’artista, capace di creare una poetica illusione.
Tra le sue più recenti esposizioni collettive: Art Basel Hong Kong , galleria Francesca Minini, FESTIVAL DEL PAESAGGIO, Chiostro di S. Nicola, Anacapri, a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio; TO BID OR NOT TO BID, galleria Thomas Brambilla, Bergamo ; LA TEORIA DELLE NUVOLE, Galleria Marcolini, Forlì.
Durante i giorni di residenza, Gabriele Picco realizza un’opera legata alla nostra regione, giocando sull’importanza che ha il cibo in Italia, in particolar modo al Sud. Ha quindi trasformato delle confezioni di pasta fileja, prodotto tipico della città che ha ospitato l’artista, in lingotti d’oro, impilandoli così come viene fatto nei caveau delle banche.
L’opera, celebrativa del territorio, è costituita da circa 140 confezioni di pasta.