Diario dell’artista riguardante i giorni di residenza ai Bocs Art. Mini descrizione visiva della realtà.
DISEGNO
13 disegni a mano, pennarelli e matite dimensione A5, 13 frasi a pennarello su foglio A4.
Numero scheda: 433
REBECCA AGNES
Nata a Pavia nel Febbraio del 1978, Rebecca Agnes si diploma nel 2001 all’Accademia di Belle Arti di Milano. Berlinese d’adozione, definisce l’arte un linguaggio, un mezzo con la quale mettere in di[...]
Nata a Pavia nel Febbraio del 1978, Rebecca Agnes si diploma nel 2001 all’Accademia di Belle Arti di Milano. Berlinese d’adozione, definisce l’arte un linguaggio, un mezzo con la quale mettere in discussione il tangibile. Il suo lavoro, di matrice concettuale, riguarda il rapporto tra narrazione e reale e l’importanza del racconto. Realizza una serie di opere in collaborazione con altre persone, ricercando indagini e riflessioni diverse, al fine di conseguire una lettura del reale. Questi lavori collettivi possono essere veri e propri workshop di disegno ma anche singole opere, che Rebecca Agnes chiede di creare a gente comune o del settore. Il disegno che viene realizzato, viene successivamente ricamato dall’artista che si appropria così del segno di altri individui.
Tema che affronta inoltre negli ultimi anni è l’inesistenza dei luoghi nelle città: nel continuo mutamento di esse, cosa viene realmente mantenuto? Chi e perché decide questi cambiamenti? Quali sono le dinamiche politiche o sociali che determinano questa trasformazione? In quest’ottica realizza, nel 2010, l’installazione Luoghi che non esistono più: la ricostruzione di alcuni spazi milanesi che sono stati un punto d’incontro di una generazione e di una distinta scena alternativa della città. Di fianco ai modelli era presente una selezione di dichiarazioni, ricordi o brevi interviste, delle persone che hanno vissuto questi luoghi, in numero sufficiente reperiti in internet tramite blog o social forum. Una specie di mappatura di una città che non esiste se non nei ricordi di alcuni. Mutamento che riscontra anche nella frenetica Berlino dove realizza una serie di opere legate dal filo rosso del cambiamento. Tra le sue più recenti esposizioni: RAID Corleone, coordinato da FatStudio, Corleone, Sicilia; F[R]Iction In Between [??] ??, a cura di Kristina Semenova e Fu Ya-Wen, Werkschauhalle - Leipziger Baumwollspinnerei, Leipzig, Germania; Altrove, Spazio Ferramenta, Fo.To - Fotografi A Torino, Torino; Passaggi D’acqua, a cura di Lucilla Saccà con Mario Gorni, Acquario Civico di Milano; Passaggi D’acqua, a cura di Lucilla Saccà con Mario Gorni, Biblioteca Umanistica dell'Università di Firenze; Maya Veil, a cura di Cristiano Cesolari e Peninsula e.V. in collaborazione con Vorspiel/Transmediale & CTM. Berlino.
Rebecca Agnes realizza nei giorni di residenza ai Bocs l’opera Quando i dinosauri (non) avevano le piume. Chiede agli artisti in residenza, così come ai curatori e agli addetti ai lavori, di disegnare per lei su stoffa un dinosauro. L’idea è quella di far raffigurare alle persone l’immagine che hanno del primitivo animale: colleziona così una serie di disegni che sono stati successivamente cuciti dall’artista, aggiungendo la frase che caratterizza il titolo. Il lavoro cerca di mostrare come il nostro set di conoscenze sia fallace e da rileggere. Quando i dinosauri (non) avevano le piume perché, in seguito ad alcuni ritrovamenti in Cina, si sviluppa la rivelazione che avallerebbe le tante teorie circolate nel corso degli anni, secondo cui i dinosauri non erano dei temibili Godzilla, dei lucertoloni, ma dei veri e propri “polli giganti” dalle piume variopinte.
Nonostante questo, l’aspetto del dinosauro è rimasto ormai classico e obsoleto, tanto da essere riprodotto da tutti in maniera analoga.
Sarà davvero difficile sostituire l’idea che abbiamo sempre avuto dei dinosauri, quelli che abbiamo trovato raffigurati nei libri di storia, nei film in costume prima e in quelli fatti con la computer grafica poi?