Giulio Alvigini (Tortona, 1995) vive e opera tra Genova e Torino dove frequenta l’Accademia Albertina di Belle Arti, indirizzo Comunicazione. La sua progettualità artistica punta a innescare un cortocircuito tra immagine e contenuto, servendosi di installazioni, operazioni performative e creazioni visive in grado di suggerire diverse ipotesi di lettura della narrazione. Con un atteggiamento sarcastico e cinico, spesso volto alla spettacolarità, Alvigini prende di mira le dinamiche della cornice sociale dell’arte contemporanea: esplora e riflette la percezione non solo del singolo individuo ma di tutta la collettività nei confronti del panorama artistico. Nella sua prima personale Giulio Alvigini - No more!, Aboutness contemporary art, Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2017), l’artista trasforma il Museo genovese in un hotel dotato di sito web con stanze prenotabili, mentre nel caso di Ilaria Bonacossa 6 la mia vita, progetto site-specif pensato per l’edizione 2017 della Fiera torinese Artissima, tenta di attirare l’attenzione della curatrice dichiarandole amore eterno su uno striscione. La figura del giovane artista italiano semplice, la minaccia dell’autoreferenzialità, l’ironia su certe istituzioni e personaggi, il funzionamento del mercato dell’arte da sempre bersagli del suo discorso artistico, vengono trasferiti da marzo 2018 nella dimensione dei social grazie a Makeitalianartgreatagain, pagina dedicata ai meme sul mondo dell’arte nazionale. Il progetto, diventato virale nel giro di pochi mesi, si serve del linguaggio ironico e grottesco tipico di questo genere di immagini per rispecchiare l’andamento e le contraddizioni del sistema dell’arte italiana.
Giulio Alvigini durante il soggiorno nel capoluogo bruzio si è cimentato in un lavoro avente per soggetto la Residenza stessa. Riflettendo sull’assenza di una piattaforma dedicata a momenti social del progetto, ha costruito e gestito una pagina Instagram dedicata a Bocs Art (consultabile all’indirizzo www.instagram.com/bocsartresidenze). L’idea è di permettere all’istituzione cosentina di disporre di una comunicazione visiva più accattivante, attraverso il famoso social network che consente agli utenti di scattare foto e condividerle sul web. L’artista propone una personale narrazione fatta di giochi di parole, photoshoppaggi e collage sulla residenza artistica e i suoi protagonisti, ipotizzando di affidare tale strumento ai colleghi invitati nelle prossime sessioni. Il memer lascia alla città un’opera legata alla documentazione della pagina social, apparentemente priva di autorialità e che, anche per motivi ecologici, non occupa un eccessivo spazio fisico ma vive principalmente nel mondo della rete. Nasce così Quando devi realizzare un’opera per BoCs Art, supporto in plexiglass recante la frase a caratteri cubitali “GIOVANE ARTISTA ITALANO SEMPLICE”, statement della sua condizione e tormentone riproposto in diversi meme sulla pagina Makeitalianartgreatagain.