Classe 1962, Antonio Catelani si diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti a Firenze.
Debutta nella scena artistica nazionale nella metà degli anni 80 partecipando a numerose mostre in gallerie e istituzioni pubbliche, tra le quali: PAC- Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano (1986, 1989, 1998); Biennale di Venezia (1988); Galleria d’Arte Moderna, Bologna (1988, 1989); Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma (1995, 2001, 2016); Museo Pecci, Prato (1991,1998, 2000, 2002, 2003, 2012); X Biennale internazionale di Scultura di Carrara (2000); Quadriennale d’Arte di Roma (1996, 2008); Palazzo Fabroni Arti Visive, Pistoia, (2001, 2002, 2004); Galleria d’Arte Contemporanea, Trento (1993); Museo MAN, Nuoro (2005); Museo Archeologico, Firenze(1994); Museo Marino Marini, Firenze (2006); Polo Museale/Galleria dell’Accademia, Firenze (2012); Museo Novecento, Firenze (2014, 2018).
Fondatore di BASE progetti per l’Arte a Firenze e Peninsula a Berlino, dove lavora per circa 10 anni, oggi vive e opera a Milano.
A Cosenza compie un progetto di scultura, che come nelle sue opere che distinsero i suoi esordi, costringe un’attenta osservazione, producendo una rottura tra ciò che è compreso e lo stato reale dell’opera. La forzatura dei confini tra disegno e volume plastico obbliga allo spettatore ad più attuale lettura . L’opera generata da moderni volumi, nasce infatti dalla materializzazione di un disegno ottenuto segnando il profilo della mano dell’artista. Il disegno ritagliato viene quindi riempito di un eccessivo volume, incaricandosi di un nuovo valore. L’opera assume una tridimensionalità quasi artificiosa che cancella l’idea che tutti noi abbiamo di una mano.