Italus 1230

L’opera nasce da una ricerca svolta sul territorio calabrese volta all’individuazione di un monumento naturale simbolo di forza e che fosse un monito in un momento storico di incendi e devastazioni che continuano a colpire la Siberia e l’Amazzonia. Italus è il nome dell’albero più antico d’Europa che si trova nel Parco Nazionale del Pollino e ha 1230 anni (da cui il titolo). L’artista ha scelto questo antico pino loricato e lo ha reso un portavoce della natura, assimilandolo a un dio della Magna Grecia, a un re della foresta. Per la prima volta ha utilizzato come riferimento una foto non scattata da lei, ma dal primo studioso dell’albero, Gianluca Piovesan (con il quale è entrata in contatto grazie al giornalista Fabio Marzano), sovrapponendo la visione del professore alla propria. La sua infatti è una particolare tecnica definita dal critico Vittorio Falletti: “FPF1”, ovvero “Fotografia, pittura, fotografia 1”. Mery Rigo parte da una foto scattata da lei per poi realizzare una tela a olio tenendo come riferimento il materiale fotografico. Successivamente scatta un’ulteriore foto del dipinto e la ingloba con la foto iniziale. In questo modo riesce a far sì che le due tecniche si completino: la pittura arricchisce la fotografia della sua “aura pittorica” (così definita dall’artista), mentre la fotografia arricchisce la pittura di una maggiore aderenza alla realtà.