Nella sua carriera di fotografo Guido Guglielmelli ha sperimentato diverse tecniche, sia analogiche che digitali e il genere che predilige attualmente è il reportage perché gli permette di raccontare una storia attraverso una serie di scatti e di cogliere l’attimo particolare di qualcosa che si vive. Spesso queste immagini vengono poi riunite in un’unica pellicola, in modo da creare una foto dal sapore più concettuale. Il tempo, lo spazio, la persona è composta da quattro scatti realizzati in punti differenti della città, come l’Arenella, Corso Mazzini e il Municipio, unificati dalla presenza dell’uomo simbolo della crescita umana all’interno di una città in continua evoluzione. Il richiamo al tempo – elemento caratteristico dello stenopeismo – è sottolineato dal ricorrere dell’immagine del fiume con la quale Guglielmelli ha inteso comunicare l’idea di un continuo scorrere della vita. Il fotografo si infatti avvicinato alla tecnica stenopeica proprio per i tempi lunghi di esposizione che essa richiede, permettendo a chi la pratica di riflettere sulla fotografia e su ciò che accade tutt’intorno.
Il suo intento nel periodo di residenza a Cosenza è stato dunque quello di far emergere il cambiamento della città nel tempo; trasformazione che ha vissuto in prima persona, essendo nato in questa città ma poi trasferitosi in un paese in provincia, continuando a frequentarla saltuariamente.