Nella sua pratica artistica Gao Lan cerca sempre di creare e inventare un “silenzio dell’opera” raggiunto sedendo nel suo studio in tranquillità e sgombrando la mente dall’affollamento di pensieri. Si rivolge allo spettatore con l’intento di far sentire l’energia del silenzio e avere un momento per pensare, attraverso il mezzo espressivo della pittura. Tuttavia per l’artista è più importante il concetto che sta alla base dei suoi lavori, piuttosto che la tecnica. In questo caso Gao Lan ha voluto portare all’attenzione dell’osservatore quella parte della tela che solitamente viene trascurata, cioè il retro, così come l’uomo trascura il suo animo a favore dell’aspetto esteriore. Ogni tela è come una persona e con le sue pitture l’artista vuole indurre l’individuo a guardarsi dentro.
Durante il periodo di residenza la città di Cosenza, opposta a Milano che è la città in cui vive, ha influito sulla sensibilità dell’artista che l’ha così trasposta nelle sue tele in cui dominante è l’azzurro, un colore malinconico, razionale e ricco di senso poetico, colto nelle sue diverse sfumature che simboleggiano il singolo individuo in rapporto alla folla.