Il lavoro di Claudio Zorzi parte dal disegno (realizzato con la classica penna Bic) considerato come il fulcro di tutto poiché nasce da un viaggio interiore volto a esplorare i vari aspetti della perenne trasformazione di tutte le cose, l’assenza di stasi che è la forma di crescita di qualsiasi entità presente nell’universo. Il disegno, mezzo espressivo diretto e meno mediato della pittura, permette all’artista di spaziare e di viaggiare in diversi mondi racchiusi in un universo unico. Ricorrono dunque delle forme geometriche che non sono studiate, ma sono inconsce, infatti le sue opere nascono da una forma di meditazione, da uno scavare a fondo dentro sé e sono accomunate dalla presenza puntuale di una figura umanoide in continua trasformazione, intesa come un post-homo sapiens sapiens, una nuova forma di umanità. L’opera donata si intitola infatti Evoluzione involuzione, evoluzione involuzione… richiamando il continuo passaggio da una condizione all’altra nell’uomo.
L’artista è sempre stato affascinato da lavagne piene di formule matematiche, che ritornano nei suoi disegni come espressioni di una “fanta-fisica” inventata dall’artista su misura per i suoi mondi, poiché i numeri della matematica reale gli rimangono estranei. L’arte e la scienza sono sfumature della conoscenza che, collaborando, aiutano l’uomo, spinto dalla propria curiositas, a conoscersi in profondità. La sua pratica artistica parte da una riflessione anche sul mondo rinascimentale, in particolare dalla figura di Leonardo che ha utilizzato il disegno con la finalità di conoscere ed esplorare qualsiasi area del sapere.